Cose da pazzi, cioè normali
Tra un po’ verrà di moda lamentarsi e invocare il ritorno delle barricate, alla faziosità, al girotondo. E’ dubbio che gli italiani reggano a lungo una dose troppo massiccia di ordinaria e straordinaria decenza politica e istituzionale. Il paese è diventato fin troppo normale, e molto in fretta, sotto la sferza di un voto che ha ristrutturato il sistema politico e lo fa funzionare in modo diverso dal solito. Troppa grazia. Dopo le elezioni, e dopo il clamoroso discorso di Berlusconi alle Camere, tutto procede secondo un copione rigorosamente bipartisan.

Tra un po’ verrà di moda lamentarsi e invocare il ritorno delle barricate, alla faziosità, al girotondo. E’ dubbio che gli italiani reggano a lungo una dose troppo massiccia di ordinaria e straordinaria decenza politica e istituzionale. Il paese è diventato fin troppo normale, e molto in fretta, sotto la sferza di un voto che ha ristrutturato il sistema politico e lo fa funzionare in modo diverso dal solito. Troppa grazia. Dopo le elezioni, e dopo il clamoroso discorso di Berlusconi alle Camere, tutto procede secondo un copione rigorosamente bipartisan. Il governo ombra, giudicato con ovvio scetticismo visti i precedenti di tanti anni fa che portarono a un generico scimmiottamento propagandistico dello shadow cabinet britannico, funziona a meraviglia. Dalle cronache di ieri. Fassino e Frattini si consultano sulla politica estera, mentre Frattini toglie l’Italia dall’imbarazzante minorità militare e diplomatica in Afghanistan senza le conseguenze immaginabili nel vecchio schema unionista-pacifista, insomma senza subire l’accusa di fare dei nostri ragazzi carne da macello per l’imperialismo americano. I ministri della Giustizia, luce e ombra, si incontrano per discutere il programma d’azione in Parlamento mentre da Napoli i pm militanti fanno fuoco su Bertolaso, ma stavolta senza l’appoggio dell’opposizione, e dopo le notevoli convergenze in materia di sicurezza, ottenute anche attraverso consultazioni tra il Viminale e il ministro ombra dell’Interno Marco Minniti.
Con quella storia del presunto emendamento di salvezza per Rete4 sembrava riapparso, complice l’ostruzionismo dell’opposizione alla Camera, il fantasma del conflitto di interessi, la bomba ideologica divisiva che da quindici anni campeggiava nella politica italiana, ed era stata archiviata dal patto non scritto Berlusconi-Veltroni. Niente: ritirato l’emendamento, pare anche in un contesto di accordo sulla Rai, e ostruzionismo finito prima di cominciare. Bomba subito disinnescata. Ma della normalità fanno parte anche altre notizie che non parlano solo di negoziato: Walter Veltroni, per esempio, ha proposto, con un atto da capo del governo ombra, di estendere al settore pubblico la detassazione degli straordinari, ed è tornato a indicare nella riforma della contrattazione il metodo per aumentare il reddito spendibile di lavoratori a reddito fisso e famiglie (la proposta era anche nel discorso di Berlusconi). Intanto il presidente del Consiglio non è obbligato a fronteggiare con tre dichiarazioni di strada al giorno un clima rinfocolato di generale rissa e personalizzazione, e può addirittura permettersi una settimana di silenzio da statista dopo la conferenza stampa napoletana. Cose da pazzi, cioè cose normali.
Con quella storia del presunto emendamento di salvezza per Rete4 sembrava riapparso, complice l’ostruzionismo dell’opposizione alla Camera, il fantasma del conflitto di interessi, la bomba ideologica divisiva che da quindici anni campeggiava nella politica italiana, ed era stata archiviata dal patto non scritto Berlusconi-Veltroni. Niente: ritirato l’emendamento, pare anche in un contesto di accordo sulla Rai, e ostruzionismo finito prima di cominciare. Bomba subito disinnescata. Ma della normalità fanno parte anche altre notizie che non parlano solo di negoziato: Walter Veltroni, per esempio, ha proposto, con un atto da capo del governo ombra, di estendere al settore pubblico la detassazione degli straordinari, ed è tornato a indicare nella riforma della contrattazione il metodo per aumentare il reddito spendibile di lavoratori a reddito fisso e famiglie (la proposta era anche nel discorso di Berlusconi). Intanto il presidente del Consiglio non è obbligato a fronteggiare con tre dichiarazioni di strada al giorno un clima rinfocolato di generale rissa e personalizzazione, e può addirittura permettersi una settimana di silenzio da statista dopo la conferenza stampa napoletana. Cose da pazzi, cioè cose normali.